BENVENUTI IN PARADISO?

21 Marzo 2009 Commenti chiusi

 

Ho appena riposto le tute da sci e svuotato le tasche dell’ultimo skipass e della crema solare. Ma la nostalgia che ti rimane quando torni da Selva di Val Gardena non è roba che si scioglie come la neve al sole e, anche per noi che siamo gente di mare, la "saudade" di montagna è difficile da mandar via. E rivedo con la memoria il film della nostra vacanza – quest’anno più "innevata" che mai – con la Dantercepies immersa in una nebbia surreale, il fruscio della neve fresca spazzata via dagli sci ai piedi del Sassolungo, la seggiovia della Val che ci porta su silenziosa tra gli abeti, dove si perdono, nei sentieri fuori pista, le orme misteriose di volpi e camosci. Giù, al centro del paese, gli sciatori, col passo pesante e spavaldo che ti danno gli scarponi, si lasciano inghiottire dalla cabinovia del Ciampinoi, avidi di neve battuta e di chilometri da lasciarsi correre sotto gli sci, di impianto in impianto, lungo gli spettacolari scenari dei passi dolomitici e della Sellaronda. E ogni anno è un "rito propiziatorio" anche quello del lunedì sera, quando alla pista del Freina, non disertiamo mai l’esibizione dei maestri della Scuola Sci Selva, e – tra l’odore di neve e vin brulé – è come sentirsi a casa e riassaporare, mentre la serpentina di fiaccole vien giù dalla montagna e dalla bocca non escono che nuvolette bianche di fumo, quelle emozioni che ti mancavano da un quasi un anno. Già, perché per chi  scopre queste montagne e ne subisce l’attrazione fatale, la settimana bianca non è una vacanza qualsiasi, ma è un viaggio dell’anima nella magia di questi luoghi, declinata in mille modi diversi, dai rossi caldi delle Dolomiti – maestosi e irripetibili monumenti della natura – inondate dal sole, agli azzurri della neve sotto la luna piena, all’atmosfera sospesa e ovattata delle giornate in cui fiocca sempre ed è bello e rassicurante tirare tardi in una baita tra canederli, Pera Williams e strudel caldo. E’ solo una settimana, che si brucia in un lampo, ma che al ritorno ti lascia un vuoto incredibile ed è difficile riabituarsi alla propria "normalità", ti senti un estraneo  nella tua città, ti sembra strano camminare senza sci e scarponi, cerchi con lo sguardo, al di là delle auto e dei negozi, il bagliore candido della neve, le "tue" montagne illuminate di sera solo dai gatti delle nevi, il chiarore di una lampada in una baita lontana su in cima. Ma la magia non rapisce solo gli sciatori più esperti, in grado di lasciarsi correre sotto le lamine tutti i meravigliosi chilometri del Dolomiti Superski. Anche i principiati, quelli che da poco hanno allineato gli sci e che van giù come goffi albatros lungo improbabili traiettorie, possono scoprire il paradiso che esiste qui, al di là dei campetti. Basta partire da Plan de Gralba, qualche skilift, la cabinovia del Piz Sella e una seggiovia che, come un tappeto volante, ti catapulta in un accecante circo bianco su cui domina, aspro e maestoso, il Sassolungo….

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